Shortage di materie prime: tensione nella filiera della plastica.

18 maggio 2015

In un momento storico in cui le imprese trasformatrici della filiera delle materie plastiche sono impegnate in un’incessante rincorsa al rilancio, manifestando un trend in controtendenza rispetto alle perduranti difficoltà di altri comparti industriali, alcuni fra i principali petrolchimici mondiali ricorrono all’uso della Forza Maggiore dichiarando di fatto il fermo produttivo dei loro impianti.

Lo shortage di materie prime condiziona irrimediabilmente l’attività dei piccoli e medi trasformatori, che si trovano sovente ad affrontare cancellazioni di consegne già confermate, che provocano di fatto sospensioni temporanee della produzione e la conseguente impossibilità ad adempiere agli obblighi contrattuali verso i propri clienti.

La scarsità di informazioni contenute nelle dichiarazioni di Forza Maggiore rende complesso accertare l’esistenza o meno dei criteri necessari per la validità di questo stato e porta i trasformatori a sospettare che dietro le chiusure ci sia in realtà un intento speculativo.

La Federazione della gomma plastica ha registrato in Europa, a partire da Gennaio 2015, ben 10 ricorsi alla Forza Maggiore che hanno coinvolto impianti produttori di Polipropilene (5), Polietilene alta densità (3) e Polietilene bassa densità (2) con un conseguente ed incontrollato aumento dei prezzi sia di questi che di altri polimeri termoplastici di largo consumo come il Polistirolo. Dato decisamente allarmante se si pensa che in un settore come quello dell’imballaggio il costo della materia prima incide per oltre il 60% sul costo totale del prodotto.

Le società di distribuzione purtroppo non dispongono di alcuno strumento utile a contrastare questa situazione.

Arcoplex e le società del Gruppo stanno reagendo attivamente per contrastare la carenza di materie prime e garantire gli impegni presi con i propri clienti, attingendo ai diversificati stock di prodotto ottenuti mediante acquisti pianificati.

L’eccessivo divario tra domanda e offerta, purtroppo, oltre a rendere difficili le future attività di approvvigionamento continuerà a condizionare irrimediabilmente il livello dei prezzi, disagio che purtroppo non tarderà a ripercuotersi sull’intero sistema manifatturiero sino a raggiungere i consumatori finali.

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